by Niall Doherty

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Qualche settimana fa ero in una biblioteca a Londra, quando un’eccentrica signora di mezza età cominciò a chiaccherare con me. Dopo 3 minuti di conversazione commentò sull’imponente dimensione del mio naso. Poi ridendo gli diede una botta una volta con il dito.

Qualche anno fa, un cosa del genere mi avrebbe proprio fatto arrabbiare. Sarei diventato tutto rosso e avrei imprecato a bassa voce. Poi avrei passato tutto il giorno segretamente fremendo dalla rabbia e sentendomi imbarazzato dal mio aspetto.

Ma quello che accadde qualche settimana fa, fu questo: un bel nulla.

Quello che fino a qualche tempo fa avrei avvertito come un insulto, non ebbe avuto effetto per niente. La conversazione presto finì e continuai la mia giornata felicemente.

La settimana scorsa, a Monaco di Baviera, ebbi un’altra possibilità (sebbene piccola) di offendermi, quando un ragazzo tedesco mi prese erroneamente per un inglese..

– “Veramente vengo dall’Irlanda.”
– “Ah, scusa. Non volevo offenderti.”
– [sorridendo] “Non preoccuparti, è molto difficile offendermi.”

Ed e’ vero. Oggigiorno è molto difficile offendermi. In questo post voglio condividere con voi il tipo di mentalità che ho sviluppato che mi rende praticamente immune agli insulti.

Poi puoi lasciare delle brutte accuse nei commenti per mettermi alla prova.

Rifiuta i doni

Mi piace tenere a mente una storia del Buddha.

C’era un uomo che continuava a tormentare e ad insultare il Buddha, usando ogni tipo di abuso verbale. Ma il Buddha non sembrava mai esserne turbato. Quando qualcuno gli chiese come mai non si offendesse, ha semplicemente risposto:

“Se qualcuno ti fa un dono e non lo accetti, a chi appartiene il dono?”

La settimana scorsa a Francoforte stavo scrivendo propio una parte di questo post mentre aspettavo il treno. Una donna Americana mi si avvicinò e mi chiese se avevo moneta. Quando risposi con un educato, ma deciso, “no, mi diede dello stronzo e se ne andò .

Quello era il suo dono e mi rifiutai di accettarlo. Mi scrollai di dosso l’insulto e continuai a lavorare come se niente fosse successo.

Hai sempre una scelta

Tengo anche a mente le parole di Viktor Frakl nel libro Alla ricerca di un significato della vita.

Frankl era uno psichiatra austriaco che sopravvisse all’Olocausto e che creò la logoterapia. Nel libro narra delle sue esperienze nei campi di concentramento nazisti. Scrisse a proposito delle guardie che toglievo tutto ai loro prigionieri, tutte le loro libertà umane, con l’intenzione di piegare il loro spirito e la loro volontà. Ma Frankl capii che c’era una cosa che non poteva essergli tolta: la libertà di scegliere la sua reazione a quello che gli stava succedendo. Come lui stesso disse:

“Tra lo stimolo e la reazione si trova il più grande potere dell’uomo: il potere di scegliere.”

È facile incolpare gli altri per le nostre perplessità:

– “Quello che è successo è colpa sua!”

– “Se solo il mio capo non fosse una stronza accondiscendente!”

– “L’avrei fatta franca se non fosse stato per quei ragazzini!”

La vedo come una rinuncia al potere di scegliere. Anche se ti trovi in una situazione tremenda o se qualcuno te ne tira dietro di tutti i colori, puoi sempre segliere la tua reazione. Nessuno può toglierti quel potere, ma delle volte ci rinunciamo proprio noi.

Fatti valere

Devo chiarire che non sto dicendo di non far niente e lasciare che la gente ti insulti ripetutamente senza alcuna reazione (scusa Buddha). Devi farti valere una volta ogni tanto, se no la gente se ne approfitterà di te e della tua inoffensibilità.

Ero in un ostello a Monaco di Baviera la settimana scorsa, dividevo la stanza con tre persone. Uno di loro aveva proprio l’arte di svegliarmi. Era come se si fosse preparato tutta la vita per questo singolo compito. Si svegliava alle 5 di mattina, accendeva la luce e faceva tutti ogni tipo di rumore mentre si preparava, apparentemente inconsapevole del fatto che c’erano altre persone nella stanza che provavano a dormire.

Il primo giorno ho lasciato correre, scegliendo di non offendermi. Ma il secondo giorno quando diventò evidente che questo ragazzo non avrebbe ma scoperto l’empatia da solo, glie l’ho detto. Se non lo avessi fatto, so che gli avrei portato rancore per tutto il giorno e probabilmente avrei parlato male di lui alle sue spalle.

Penso che troppi di noi facciano così. Piagniucoliamo e ci lamentiamo di come ci maltrattano, però non diciamo mai niente a quelli che ci offendono. Piagniucolare e lamentarsi è inutile in generale ma diventa da smidollati quando in primo luogo non facciamo nemmeno presente il problema all’offensore.

Quindi, se hai un problema con qualcuno o qualcosa, invece di offenderti, agisci per aggiustare la situazione. Se stai guardando un film che fa schifo, smetti di guardarlo e vai a fare qualcos’altro. Se qualcuno ti fa incazzare, diglielo.

E se per qualunque motivo non puoi dirglielo, la scelta intelligente è di prendere le distanze da questa persona o di imparare a accettare il suo comportamento. Non ne ricavi nulla di buono a sopportare una cosa che ti dà fastidio e aumentare ogni tipo di rancore.

L’approccio stoico per la gestione degli insulti

Recentemente ho letto un gran bel libro sullo stoicismo come filosofia pratica di vita. C’era un capitolo intero su come affrontare gli insulti. Condividerò con te quello che ne ho dedotto.

Diciamo che qualcuno ti insulta di proposito. Il loro scopo è di farti arrabbiare. Il miglior modo di trattare la cosa è di rifiutare di arrabbiarsi. Questo non solo lascierà perplesso l’offensore, ma lo farà sentire completamente impotente. È come se qualcuno provasse ad ucciderti sparandoti a bruciapelo. Come pensi che si sentirebbero se la pallottola rimbalzasse, stile Superman, e se tu rispondessi solo con un’alzata di sopracciglio?

Se qualcuno sta provando a farti male con un insulto, può essere d’aiuto immaginarlo come un bambino. Perché davvero, questi insulti sono da bambini. Se tu fossi a cena a casa di un amico e suo figlio di 3 anni venisse da te e ti chiamasse una testa di cacca, probabilmente lo guarderesti divertito, magari gli arruferesti i capelli e ritorneresti alla tua conversazione da adulti. Non prendersti l’insulto sul serio.

A meno che tu non sia davvero una testa di cacca e non ti senta per niente a tua agio ad essere chiamato così.

Che mi porta ad un altro argomento: alle volte ci sentiamo presi alla sprovvista dagli insulti perché sono un po’ veri, perché hanno a che fare con le nostre insicurezze. Come se, per esempio, tu stessi perdendo i capelli e qualcuno facesse una battuta a tue spese sulla gente calva. In questo caso, renditi conto che la tua reazione avrà molto più a che fare con te stesso che con la gravità dell’insulto. Se hai una solida fiducia in te stesso e ti senti a tuo agio con il tuo aspetto, non ti offenderai.

Vedi? Se la perdita di capelli è un argomento pungente per te, è un problema che puoi risolvere solo tu. Invece di augurarti che la gente smettesse di parlare della tua stempiatura che avanza (fuori dal tuo controllo), potresti imparare ad essere a tua agio con la tua pelata (sotto il tuo controllo).

“Ogni volta che pensiamo che il problema sia là fuori, quel pensiero è il problema”– Stephen Covey

Allo stesso modo, se qualcuno ti dice che sei grasso e la cosa ti offende, ho un sospetto che non sei proprio a tuo agio con il tuo peso. Invece di portare rancore nei confronti di questa persona, dovresti usare le sue parole come piattaforma di lancio per esplorare il rapporto che hai con il tuo corpo e trasformarlo in uno più sano.

Gli stoici ricevono volentieri gli insulti, per due motivi:

Il primo è spiegato bene dalle parole di Antistene (che tecnicamente era un cinico e non uno stoico, ma sto divagando)…

“Osserva i tuoi nemici, poiché essi sono i primi a scoprire i tuoi difetti.”

Il punto è che gli insulti possono fungere da segnali. Se sono un po’ veritieri, allora ci aiutano a dirigerci nella direzione dei nostri difetti e insicurezze e possiamo cominciare con questi e migliorarci.

Il secondo motivo per cui gli stoici accolglievano gli insulti a braccia aperte era perché li aiutavano a sviluppare una certa immunità contro gli insulti. Un uomo che è stato criticato in passato probabilmente si scrollerà di dosso insulti futuri come se niente fosse, mentre un uomo che non è mai stato insultato prima, fremerà dalla rabbia di sicuro quando qualcuno gli darà del pezzo d’asino per la prima volta.

Nello stesso modo, uno stoico chiamato Catone, era solito andare contro le regole dell’abbigliamento dell’Antica Roma, evitando la popolare tunica color porpora chiaro, preferendo un abito più semplice e scuro. Come spiegato nel libro summenzionato..

Catone non lo faceva per “vanagloria”; al contrario, si vestiva diversamente per abituarsi “a vergognarsi di cose che erano davvero vergognose e per ignorare le bassa opinione degli uomini riguardo ad altre cose.”

Ho senza dubbio tratto vantaggi da questa mentalità. Di solito mi arrabbiavo per i commenti negativi sul blog o per la gente che non era d’accordo con me. Ma adesso non più .

Incoraggio la gente a buttarsi, online ma anche nel mondo reale, perché così imparerai ad affrontare gente a cui non piaci o che non è d’accordo con te o che pensa che sei un bello stronzo. Penso che sia importante imparare gestire queste cose. Certo, stai invitando il criticismo ma lo vedo come un modo per rafforzarmi contro il criticismo ed essere più tenace.

E ancora, imagina il tipo che non si butta mai, non si mette mai nella posizione di essere criticato. Cosa succede quando si trova in una situazione dove il criticismo è inevitabile?

È facile: crolla.

Non ha niente a che fare con te (di solito)

Oggigiorno tendo a dispiacermi per la persona che mi insulta. Va bene, non reagisco subito con compassione, ma se mi dai qualche secondo riesco a controllarmi e accorgermi che non ho bisogno di offendermi.

Della gente sembra infastidita dal fatto che in non beva e per via di questo si comportano un pò da merde con me. In Inghilterra incontrai una ragazza che mi prese in giro apertamente perché non bevevo e capii perfettamente quando vidi il suo rapporto con l’alcol. Non era sano e lei lo sapeva. Il mio essere astemio fece risplendere una luce poco lusinghiera sulle sue abitudini di consumo, e se l’è presa con me per questo. La cosa più veloce e facile da fare per sentirsi meglio era di considerarmi uno strambo, degno dei suoi migliori insulti.

Una volta mi sono lasciato con una ragazza e qualche mese dopo mi disse che era contenta che fosse successo perché ero troppo “di larghe vedute e innamorato del mondo.” Non voleva essere crudele – non penso affatto che lo intendesse come insulto – ma ai tempi quelle parole mi fecero davvero male. Essere di larghe vedute e inamorato del mondo sono due delle cose preferite di me stesso ed ecco qualcuno che mi diceva che non le piacevano queste qualità.

Ci ho messo un po’, però alla fine ho capito che quelle parole riguardavano di più la mia ex che me. Finché io ero felice con il mio amore per il mondo e le larghe vedute, non importava molto cosa pensasse lei.

Con quella consapevolezza, fui capace di lasciare andare il dolore.

Fuck e cose del genere

Alcuni di noi insistono ad offendersi per le profanità, come la parola “fuck”. Come fa notare il mio amico Trevor, questo ha poco senso…

L’unica ragione per cui [alcune] parole sono brutte è perché non le RENDIAMO brutte.. della genta ha deciso di interpretare il rumore della pressione dell’aria della consonante “f”, seguita dalle corde vocali che fanno “ah”, poi ancora pressione d’aria delle consonanti “ck”, come veleno per le loro orecchie.

Alla fine si tratta di questo: una scelta. Nessuno può offenderti senza il tuo permesso. Se tu scegli d’interpretare una parola come offensiva, sono del tutto cavoli tuoi.

Della gente se la prende quando uso delle parole indecenti su questo blog o quando parlo di argomenti tabù. O si offendono solo perché la mia opinione è diversa dalla loro. E a queste persone dico: vi rendete conto che al mondo ci sono migliaia di bambini che muoiono inutilmente di fame ogni giorno? Se volete cominciare ad offendervi di qualcosa, vi suggerisco di iniziare da qui e non con un tipo qualsiasi che scrive su internet quella cosetta con cui non siete d’accordo o sperare solo che i vostri occhi sensibili non l’avessero vista.

Stephen Fry lo dice nel modo migliore…

“Se avessi una grande quantità di denaro, fonderei un ospedale per quelli che hanno così poca conoscenza del mondo che si offendono profondamente per delle parole e frasi, tuttavia non si offendono per l’ingiustizia, la violenza e l’oppressione di ogni giorno.”

(Dobbiamo notare però che finora il Signor Fry ha sicuramente accumulato molto denaro, però l’ospedale di cui parlava non c’è ancora. Sono un po’ deluso.)

Detto questo, non sto dicendo che la gente dovrebbe andare in giro gridando profanità a tutto spiano. Meglio avere riguardo e asternersi dal chiedere a delle vecchiette come cazzo stanno.

Modi pratici per gestire gli insulti

Ok, mi sembra che un riepilogo sia necessario. Ecco un modo spiegato passo a passo, che ho trovato particolarmente effettivo per gestire gli insulti.

1. Fermati un attimo

Quando qualcuno ti insulta, la prima cosa da fare è fermarti un attimo. Prendi un bel respiro. Non rispondere subito. La maggior parte della gente sguinzaglia immediatamente il cervello lucertola per rispondere agli insulti, combattendo il fuoco con il fuoco, ed è così che si mettono nei guai e dicono e fanno cose di cui dopo si pentiranno.

Quindi, aspetta un attimo. Col tempo e con la pratica, questo attimo diventerà più corto perché ti allenerai a rispondere istintivamente nella maniera adeguata.

2. Giudica l’intenzione

Per ora non preoccuparti nemmeno se c’è qualcosa di vero o no in ciò che ti hanno detto. Giudica l’intenzione. Se riesci a scoprirlo è più facile trovare una risposta adeguata.

3. Rispondi

Se questa persona sta provando a insultarti di proposito, o comunque ne hai il sospetto, ci sono diverse cose che puoi fare.

Una è di ignorare l’insulto completamente, di far finta di non averlo nemmeno sentito. Fai come se non valesse nemmeno la pena accorgersene perché è davvero ridicolo.

Però può essere pericoloso fare così. Come ho detto prima, delle volte devi farti valere e dirlo alla persona che ti insulta. Perché se non lo fai, penseranno che sei uno che si fa calpestare, che sei disposto ad essere loro il sacco da boxe verbale ogni volta che hanno bisogno di qualcuno con cui prendersela.

Il mio approccio è di ignorare il primo insulto. Se questo non funziona e la persona continua ad insultarmi, glielo dico. Puoi dire qualcosa tipo: “Guarda che ti ho sentito la prima volta.” Dillo mentre li guardi negli occhi con un’aria divertita per qualche secondo e poi continua a parlare d’altro.

Un’altro modo di dirglielo è di essere diretto. Chiedi: “Non è che per caso stai provando ad offendermi?” O: “Mai dai, la mia opinione riguardo a questo argomento ti mette a disagio, vero?”

E rimani ancora calmo e fa sembrare che sei divertito da questi giochi da bambini. Perché alla fine gli insulti sono un gioco per bambini e tu sei al di sopra di queste cose. Quindi farglielo sapere.

Puoi anche rispondere ad un insulto con dell’autolesionismo. Se qualcuno fa una battuta a tue spese, puoi continuare la battuta. Così farai vedere che non possono fare i furbi con te, che non te la prendi per delle sciocchezze..

4. Riflettici sopra

E qui è dove passiamo dalla reazione esteriore a quella interiore. Quella interiore è più importante, perché al di fuori puoi fingere una buona reazione ad un insulto, o una buona non reazione, però poi va a finire che a fremerai segretamente dalla rabbia per mesi o anche peggio, per anni.

E così non va bene, non vuoi solo sembrare inoffesibile. Vuoi esserlo veramente.

Come ho detto, non mi preoccupo se l’insulto ha del vero quando succeede (a meno che è ovviamente falso e posso scartarlo). Mi concentro invece a dare una risposta adeguata e mi risparmio la riflessione per dopo, di solito quando sono da solo e ho tempo a sufficienza per pensare. Solo a quel punto valuto se l’inuslto è fondato sulla realtà e se dà risalto ad un problema a cui dovrei prestare attenzione. Altrimenti, posso anche dimenticarmelo.

Trovo che in questi giorni è quasi impossibile offendermi per false accuse. Sono abbastanza sicuro di me e vivo secondo i miei valori. Se qualcuno dice che sono una cattiva persona, so che non è vero.

E se c’è un pò di verità nell’insulto, spara, prenderò l’approccio stoico e proverò ad usarlo a mio vantaggio. Non solo questo mi aiuta a trovare parti di me su cui devo lavorare, ma mi aiuterà anche ad affrontare ogni tipo di criticismo futuro che il mondo metterà sulla mia via.

E voi come affrontate gli insulti?

Questo era un post abbastanza lungo e completo ma sono sicuro che voi, bella gente, potete insegnarmi una cosa o due su come affrontare gli insulti tramite i commenti. Fatemi sapere!

…..

Translated by Caterina Tornelli.